A-Place. A Confined Urban Vision

Molecole

Andrea SegreItalia - 202071 min
In streaming dalle 17 del 23 Aprile alla mezzanotte del 25 Aprile

POSTI DISPONIBILI PER LA VISIONE DEL FILM: 492

SINOSSI
Ci sono cose che è molto difficile per un padre condividere con suo figlio e che un figlio può iniziare a capire solo diventando padre.
Tra febbraio e aprile di quest’anno Andrea Segre, che da anni vive a Roma, è rimasto bloccato dal lockdown a Venezia, la città di suo padre e solo in parte anche sua. Lì stava lavorando a due progetti di teatro e cinema sulle grandi ferite della città: il turismo e l’acqua alta. Mentre girava il virus ha congelato e svuotato la città davanti ai suoi occhi, riconsegnandola alla sua natura e alla sua storia, e in qualche modo anche a lui. Ha raccolto appunti visivi e storie e ha trascorso quei giorni nella casa di famiglia, dove ha avuto modo di scavare nei ricordi di ragazzo e di figlio, che lo hanno trascinato più a fondo di quanto pensasse.
Archivi personali in super8 di Ulderico, il padre del regista e vero protagonista del film, si alternano a incontri con cittadini veneziani, che raccontano il rapporto tra la città e le acque e nello stesso tempo vivono l’arrivo inatteso del grande vuoto che ha invaso Venezia e gran parte del mondo. A tenere assieme le immagini sono la voce fuoricampo del regista, le musiche di Teho Teardo e un’atmosfera di attesa e stupore, che pervade tutto il materiale visivo ed esistenziale di questo strano viaggio, irreale (nel senso di fantastico) e irrealizzabile (nel senso di non programmabile, non organizzabile), ma nel cuore di un evento molto reale e storico, che ha segnato e segnerà il mondo per sempre.

Andrea Segre (1976) è autore e regista di film e documentari con particolare attenzione al tema dell’immigrazione. Tra i principali titoli: Come un uomo sulla terra, Il sangue verde e Io sono Li, il suo esordio nel lungometraggio di fiction (2011), che ha vinto il Premio Lux del Parlamento Europeo, il Premio Franco Cristaldi e ha ricevuto quattro nomination ai David di Donatello. Insieme a Stefano Liberti ha girato il documentario A sud di Lampedusa, vincitore del premio MedFest al X Mediterraneo Video Festival. E’ dottore di ricerca in Sociologia della Comunicazione presso l’Università di Bologna, dove ha insegnato fino al 2010 come esperto di analisi etnografica della produzione video e di pratiche e teorie di comunicazione sociale, in particolare nell'ambito della solidarietà internazionale. Da alcuni anni è attivo in progetti di cooperazione internazionale e interculturale tra l’Italia, l’Europa dell’Est, Mediterraneo e Africa Occidentale.